Opinioni politiche

Ridiamo l’ex Macello ai Luganesi!


Lunedì sera il Consiglio comunale deciderà quale futuro avrà il tanto discusso comparto dell’ex Macello. Le opzioni sul tavolo sono due, escludendo lo status quo: un progetto di ristrutturazione che non contempli la presenza degli autogestiti, rapporto unico della Commissione edilizia e di maggioranza della Commissione della pianificazione, e un progetto di ristrutturazione alternativo che presuppone la loro permanenza all’interno della struttura, rapporto di minoranza firmato da PS e Verdi in pianificazione.

Finalmente il Municipio, dopo quasi un ventennio di tentennamenti, ha trovato la volontà e il coraggio di agire e di farlo anche sulla linea di quanto richiesto in una mozione che presentai nel mese dicembre 2017, insieme ad altri 24 colleghi in Consiglio comunale. Una mozione chiara, l’ultima di una lunga serie di atti parlamentari che hanno costellato questi lunghi anni di difficile convivenza con gli ex molinari, che non chiedeva altro che di agire sulla scorta delle varie proposte avanzate nel tempo e di presentare un progetto atto a riconsegnare l’ex Macello integralmente alla cittadinanza, senza la presenza di quest’ultimi. Otto mesi dopo il Municipio ha licenziato il messaggio relativo al credito di progettazione indicando finalmente che cosa proponeva di fare con questa pregiata struttura, che attende dal 1988 un destino migliore rispetto all’attuale decadenza a cui è relegata.

Spazi modulabili interdisciplinari per meeting, eventi e manifestazioni, zone per il costudying e il coworking, un caffè letterario, un ristorante, alloggi per studenti e un Ostello della Gioventù, questi sono gli ingredienti per ridare lustro allo storico edificio e rivitalizzare una zona importante della nostra Città. Ovviamente, l’autogestione non fa parte della ricetta e, se è vero che è tuttora in vigore una convenzione sottoscritta anche dalla Città, essa non prevede che le soluzioni alternative all’ex Macello debbano situarsi necessariamente sul territorio del Comune di Lugano. L’autogestione è infatti una questione cantonale, che sia quindi il Cantone, in primis, a trovare una soluzione definitiva altrove.

Inoltre, è inutile che si tenti di sminuire ciò che è accaduto negli ultimi 16 anni in Città a causa degli ex molinari, come se aggressioni alle forze dell’ordine, vandalismi, disordini, danneggiamenti di beni pubblici e privati, manifestazioni illecite e altri comportamenti al di fuori del quadro legale, fossero semplici bagatelle che devono far parte della “biodiversità” della nostra Città. Nessuno deve poter essere al di sopra della legge e, per restare nell’ambito “biologico, non è più accettabile un simile comportamento parassitario. Hanno ottenuto molto in questi anni senza per contro dare nulla indietro, nemmeno un minimo di rispetto. Ecco perché, come relatore, mozionante, Consigliere comunale e cittadino non posso che ritenermi soddisfatto di ciò che si prospetta all’orizzonte per l’ex Macello. Ciò non toglie che, come gruppo in Consiglio comunale, l’UDC non abbasserà la guardia sul tema dell’autogestione, soprattutto per quanto riguarda la loro futura destinazione.

Alain Bühler, Consigliere comunale UDC