Un Consigliere federale ticinese?

Sul tema della candidatura ticinese al Consiglio federale si è dibattuto già parecchio sui socialnetwork e se ne sono lette di tutti i colori. Non entro nemmeno nel merito della discussione sull’eventualità di una candidatura “extra PLR”, perché il seggio vacante spetta a loro e la conformazione del Governo non si cambia se non cambiano i rapporti di forza in Consiglio nazionale. Questa regola è già stata bistrattata abbastanza per ben sette lunghi anni, direi di evitare di farlo ancora. Detto ciò, ammetto che di primo acchito la pensavo anch’io come una buona parte dei commentatori che ho potuto ascoltare o leggere, ossia: non può rappresentare il nostro Cantone qualcuno a favore della libera circolazione e contrario a #StopImmigrazionedimassa, qualcuno che sposi ampiamente tutte le politiche europee messe in atto sinora dal Consiglio federale. Cassis, che parrebbe essere il candidato di punta per sostitutire Burkhalter in Consiglio nazionale, non concorda con il 70% dei cittadini che ha votato il #9Febbraio e men che meno concorda con i 56’000 ticinesi che hanno sostenuto #PrimaiNostri. Insomma, su queste tematiche specifiche la maggioranza dei ticinesi non avrebbero con Cassis un “amico” in Governo. Ma perché vi scrivo questo? Perché sono un individuo che da sempre bada al sodo, alle idee e all’atteggiamento, e quindi da sempre non faccio il tifo per partito o Cantone preso. Ho sempre pensato che in Consiglio federale si debba entrare per merito e non per appartenenza. Ma ho avuto modo di rifletterci, in questo caso la mia pancia si sbaglia di grosso. Pensateci un attimo, chi ha dettato l’agenda politica europea degli ultimi 25 anni? Il Consiglio federale? L’Assemblea federale? No, i cittadini; e continueranno a farlo fino a quando ne avranno la possibilità, fino a quando la democrazia elvetica ce lo permetterà. Ci sono stati degli strafalcioni non da poco negli ultimi anni, non da ultimo quello del 16 dicembre scorso, dove il Parlamento ha deliberatamente legiferato in aperta violazione della Costituzione federale. Ma credete che sarà il Governo a metterci una pezza? No, siamo noi cittadini a doverlo far e avremo modo di farlo a breve. Allora perché sostenere una candidatura come quella di Ignazio Cassis, ad esempio? Perché su molte altre tematiche, quelle che passano spesso in secondo piano nell’opinione pubblica, aver una voce che ci rappresenta in Consiglio federale è di vitale importanza. Gli ambiti in cui opera un Governo non è solo la politica internazionale e d’immigrazione, ci sono anche il Commercio, le infrastrutture viarie, la Ferrovia, la Formazione, l’Istruzione, la Difesa, la Sicurezza, la Ricerca, la Giustizia, l’Energia e così via discorrendo. E quali altri interessi ci sono in gioco per il nostro Cantone oltre alla libera circolazione?

  • Non vogliamo noi finalmente un collegamento autostradale tra Locarno e l’A2 o una soluzione definitiva per il traffico nel Malcantone?
  • Non esigiamo che Alptransit prosegua a sud di Lugano in tempi celeri?
  • Non abbiamo noi l’interesse a sviluppare un polo universitario forte in Ticino e magari esser sede di un Politecnico federale?
  • Non ci battiamo noi contro lo smantellamento delle strutture militari in Ticino?
  • Non chiediamo noi più Guardie di Confine in Ticino?
  • Non vogliamo noi ottenere maggior supporto nella lotta alla criminalità organizzata in Ticino?
  • Non ci aspettiamo forse maggiori politiche a favore dell’energia idroelettrica?

Come credete che ci si possa avvicinare a delle soluzioni in tal senso? Con gli atti parlamentari alle Camere federali i tempi sono biblici e nessuno ci assicura una maggioranza per approvarli. Il Consiglio di Stato ticinese è solo uno dei tanti Governi cantonali che ha delle pretese e il Consiglio federale non può avvallare tutte le richieste da parte di tutti i ventisei Esecutivi cantonali. Non ci resta che entrare nella stanza dei bottoni o per lo meno farne parte. Per questo al di là di ogni partito, c’è un Cantone che necessità di quella marcia in più che otterremmo se avessimo un nostro rappresentante in Consiglio federale. È il turno dei liberali? E sia, che scelgano il loro candidato. Io lo sosterrò sicuramente e invito tutti a fare lo stesso ma con un inciso: nessuno ci vieterà in futuro di remargli contro quando è necessario. Insomma, quando in gioco ci saranno le questioni spinose dei dossier sull’immigrazione e sui rapporti con l’Italia e l’Europa e soprattutto quando saranno i cittadini ad esser chiamati ad esprimersi su questi temi.