Cosa vorrebbe dire #Primainostri per i ticinesi?

Prima i nostri

#Primainostri sancisce che i lavoratori ticinesi devono avere la precedenza sui frontalieri e sancisce anche che nessun ticinese deve subire dumping salariale o sostituzione a fini economici. Di fatto sono enunciazioni costituzionali che vanno tradotti in fatti tramite una legge apposita:

  • art. 14 cpv b – sul mercato del lavoro venga privilegiato a pari qualifiche professionali chi vive sul suo territorio per rapporto a chi proviene dall’estero (attuazione del principio di preferenza agli Svizzeri);
  • art. 14 cpv j – nessun cittadino del suo territorio venga licenziato a seguito di una decisione discriminatoria di sostituzione della manodopera indigena con quella straniera (effetto di sostituzione) oppure debba accettare sensibili riduzioni di salario a causa dell’afflusso indiscriminato della manodopera estera (dumping salariale)
  • art. 14 cpv k – sia promossa una sana complementarietà professionale tra lavoratori svizzeri e stranieri

e infine importantissmo

  • art. 50 Mandato alle autorità e lotta contro il dumping salariale
    cpv 2 Nelle relazioni con i Paesi limitrofi le autorità modulano il mercato del lavoro in base alle necessità di chi vive sul territorio del Cantone, promuovendo la sana complementarietà professionale tra lavoratori svizzeri e stranieri, evitando la sostituzione della manodopera indigena con quella straniera (effetto di sostituzione) e la corsa al ribasso dei salari (dumping salariale).

Perché gli obiettivi sociali?

Perché gli articoli modificati o proposti, a causa della complessità della materia, non possono essere immediatamente giustiziabili in un tribunale senza tutte le modifiche legali del caso. Ricordiamoci che i diritti sociali differiscono dagli obiettivi solo dal fatto entrano in vigore immediatamente, mentre gli obiettivi sociali impongono che il legislatore elabori una legge ad hoc o una serie di modifiche legali per attuarla. Quindi piantiamola con le stupidate che ho letto sugli obiettivi sociali finora, sono tutte false e basterebbe parlarne con un costituzionalista per capirlo. D’altronde anche il diritto ad un alloggio, seppur della massima importanza, non è stato messo tra i diritti sociali, bensì tra gli obiettivi. Saranno il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio che dovranno occuparsi della legge.

Dumping salariale e crisi del mercato del lavoro

Chiunque in questo piccolo Cantone, da destra a sinistra, dall’alto in basso, concorda che la devastazione del mercato del lavoro ticinese è conseguente all’entrata in vigore della libera circolazione delle persone. Se qualcuno vuole mettersi a discutere su questo sunto, io non ci sto più e non perdo ancora tempo con questo tema, ve lo dico netto e schietto.
La libera circolazione delle persone, è risaputo, ha fatto cadere tutti quei principi che tutelavano i nostri lavoratori, come la preferenza indigena che permetteva ai lavoratori residenti di avere un accesso privilegiato ai posti di lavoro nel nostro Cantone. A quei tempi, non vigevano grandi problemi di #dumpingsalariale (se non per casi isolati), questo grazie al fatto che un datore di lavoro sapeva che poteva assumere de facto solo ticinesi (in quei settori dove i lavoratori autoctoni abbondavano, settore III soprattutto), e che non avrebbe trovato lavoratori disposti ad accettare un salario inferiore a quello usuale e che non tenesse conto dell’esperienza, della formazione e degli anni di servizio. Con “Prima i nostri” si vuole tornare a questo punto, dando ai ticinesi quel potere contrattuale che ormai hanno perso del tutto dal 2007 in avanti, reintroducendo il principio della #Preferenzaindigena (art.14 cpv b). Se non hai più accesso ad un bacino di individui che accettano di buon grado una riduzione salariale pur di guadagnare di più di quanto incasserebbero nel loro paese, e per legge devi riferirti ai residenti va da sé che questi ultimi riottengono forza nelle contrattazioni durante le assunzioni. Un datore di lavoro potrebbe fare il furbo e richiedere un permesso G per una posizione lavorativa retribuita a CHF 2’000.- adducendo al fatto che non ha trovato un ticinese disposto ad accettare una simile retribuzione, ma l’ufficio non glielo rilascerebbe perché si tratterebbe di dumping salariale rispetto ai salari usuali (per avere un’idea https://www.gate.bfs.admin.ch/salarium/public/index.html#/start) e contravverrebbe quindi agli art. 14 pcv j e 50 cpv 2. Poi ricordiamoci dei mezzi attualmente disponibili in Ticino per il controllo del mercato del lavoro, se si introducesse il potere di decidere se rilasciare un permesso G o meno sulla base della preferenza ai residenti e la lotta al dumping, ecco che lo stato avrebbe i mezzi legali per controllare in modo capillare i contratti di lavoro sottoscritti da frontalieri in vigore in Ticino. Ovviamente la burocrazia aumenterebbe per i datori di lavoro che vogliono avvalersi di manodopera frontaliera in settori dove non vi è la necessità e, pur essendo l’UDC contraria di principio alla burocrazia inutile, per quanto attiene al mercato del lavoro ticinese non vediamo più nessun’altra possibilità. Protezionismo? Discriminazione? Chiamatela come volete, ma dopo che l’economia ha disatteso la sua promessa di tenere da conto dei lavoratori residenti in sede di votazione sulla libera circolazione 16 anni fa e dopo che quattro tranche di misure d’accompagnamento alla libera circolazione (2004,2006,2009 e 2013) e una miriade di CCL e CNL hanno praticamente sortito nessun effetto in Ticino, direi che è giunta l’ora di misure drastiche. Mettono in pericolo la libera circolazione SIDM e PIN? Non chiediamo di meglio.

Ecco perché è importante sostenere con forza l’iniziativa popolare cantonale UDC “Prima i nostri” il prossimo 25 settembre respingendo il controprogetto ciofeca presentato dai partiti storici PLRT-PPD-PS.

http://www.primainostri.ch