Proibizionismo in salsa ticinese? – MdM 26.06.2016

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A 9 anni dall’entrata in vigore del divieto di fumo all’interno degli esercizi pubblici ticinesi, ecco che un gruppo di deputati in Gran Consiglio, “gui­dato” dall’esponente PPD Nadia Ghisolfi, chiede tramite iniziativa parla­mentare (NB: nessun leghista tra i firmatari) di introdurre il divieto di fumo anche all’esterno, sulle terrazze di bar e ristoranti. Non si sta esagerando? Abbiamo interpellato alcuni interlocutori, ai quali abbiamo chiesto: – Cosa pensa della proposta di vietare il fumo anche all’esterno degli eser­cizi pubblici?

ImmagineTra divieti di circo­lazione, di accen­dere camini e di fumare all’aperto, possiamo tranquilla­mente asserire che è iniziata l’era del proibizionismo ticinese. La proposta non mi trova assolutamente d’ac­cordo. Separare gli spazi esterni degli esercizi pubblici tra aree fuma­tori e non, vietando di fatto di ac­cendersi una bionda in spazi all’aria aperta, è pura follia. Trovo che lo Stato debba occuparsi di ben altro, che siano i privati e cittadini a tro­vare una soluzione per questo pro­blema. Nessuno vieta di promuovere nei confronti degli eser­cizi pubblici la creazione di aree con tavoli ‘smoke free’, ma deve essere una scelta libera e non imposta. Di questo passo dove andremo a finire? Verranno costituite apposite corsie nelle pubbliche vie e aree ben defi­nite nelle piazze per potersi accen­dere una sigaretta? Perché non vietare del tutto di fumare allora? Ah no, il fumo è ancora una ricca fonte di entrate per lo Stato oggi.

Apparsa su Il Mattino della Domenica del 26.06.2016