#Primainostri: un po’ di chiarezza

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Con sta menata dei ‪#‎DirittiSociali‬ e degli ‪#‎ObiettiviSociali‬ in merito a #‎Primainostri‬ dimostrate soltanto di non avere argomenti contrari solidi all’iniziativa e state raschiando il fondo pur di trovare qualsiasi cosa che possa affossarla. Ma visto che vi attaccate con tanto vigore alla VOSTRA interpretazione della Costituzione, eccovi una spiegazione:

“Il progetto governativo supera i limiti di questa concezione dogmatica distinguendo fra i diritti sociali veri e propri e gli obiettivi sociali generali dello Stato. I primi costituiscono diritti pubblici soggettivi, paragonabili ai diritti fondamentali, hanno un’applicazione giudiziaria immediata e possono quindi esser fatti valere nei confronti dell’autorità con azioni e strumenti giuridici, senza una legge specifica o nell’ambito di leggi che già esistono:
ciò vale, ad esempio, per il diritto al minimo vitale.
La situazione appare invece diversa per gli obiettivi sociali, che non sono direttamente “giustiziabili” e che devono essere realizzati dal legislatore. Non si può infatti seriamente contestare che, senza leggi specifiche e soprattutto senza crediti, un diritto al lavoro o un diritto all’alloggio costituzionalmente garantiti non possono creare né alloggi né posti di lavoro”

L’ho scritto io? No, Jean François Aubert che dal punto di vista costituzionale non è il primo Pimpa qualunque.

Ecco il perché “Prima i nostri” è stato iscritto tra gli obiettivi sociali. Sarà il legislatore a dover legiferare in merito. Il tono dei capoversi dell’art. 14 da noi enunciati nella proposta di modifica costituzionale li rende in ogni caso vincolanti e impongono un’attuazione legislativa.

Questo per rispondere a Michela Delcò Petralli.

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