Pareggio dei conti pubblici? Così non ci siamo!

Immagine

Mah… forse i ticinesi ne hanno un po’ piene le scatole di assumersi la responsabilità per qualcosa che non è compito loro gestire, ossia le finanze pubbliche. Anche perché se questa è la manovra coraggiosa di cui si è tanto parlato, direi che siamo di fronte all’ennesima Montagna che partorisce un topolino.

E sapete qual’è il problema di fondo? Il dipartimentalismo. Quella modalità di suddividersi i compiti a compartimenti stagni, dove ogni Consigliere di Stato tenta in ogni modo di salvaguardare il suo giardinetto, il suo bacino di voti.
Adesso, o i ticinesi sono vissuti nella bambagia finora, tanto da esigere un ulteriore aumento dei prelievi dalla società civile lasciando che la spesa pubblica continui la sua ascesa, oppure siamo di fronte a un Governo che sta definitivamente esagerando con le uscite e non sa più a quale Santo rivolgersi per frenare l’ascesa della spesa pubblica. Io propendo per la seconda eventualità. Anche perché una manovra dove la parte da leone la fanno le nuove entrate e non le i tagli alle uscite, parte già con il piede sbagliato.

Sapete, 16 anni or sono si attuò una riforma strutturale denominata “Amministrazione 2000”. Visti i risultati deludenti che sono sotto gli occhi di tutti, direi che è ora di pensare a una sorta di “Amministrazione 2020”, memori del fatto che oggi la massa salariale cantonale pesa la bellezza di un 1 miliardo di Franchi. Organigramma, compiti, gerarchie, Quadri, funzioni, struttura dei dipartimenti, delle divisioni, delle sezioni e degli uffici… Tutto dev’essere passato al setaccio e ogni possibilità di risparmio va afferrata al volo. Di materiale su cui lavorare ce n’è, basta avere la volontà di farlo. Anche se questo può costare qualche voto, perché è bene ricordare che nessuno è stato eletto per lavorare affinché i propri voti aumentino, ma per lavorare a favore dei cittadini.

Ma se credete che la cosa finisce qui, non avete ancora visto niente. In tutto il marasma di aumenti di tasse, balzelli, bolli e imposte, c’è un aumento che spicca più di tutti ed è quello del salario dei Consiglieri di Stato. Si perché da quando pagano come tutti i contributi all’LPP il loro salario è calato talmente tanto da averli portati vicini alla soglia di povertà. Nessuno toglie che qualcosa vada riequilibrato in quest’ambito, ma forse è meglio che prima di riequilibrarsi lo stipendio riequilibrino i conti pubblici senza prelevare ulteriori entrate dai salari dei ticinesi.

PS: come da copione, una categoria che la fa da padrone sono gli automobilisti con ben 9 milioni di aggravi annuali. Se questa non è “guerra”…?